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Cistite

Con il termine di cistite si intende un’infiammazione della vescica, confinata alla sola mucosa nelle forme più lievi, estesa e coinvolgente la parete vescicale in tutti i suoi strati nei casi più gravi.

I sintomi sono rappresentati da frequenza urinaria, bruciori minzionali, dolenzia pelvica, talvolta sanguinamento con le urine (macroematuria).
Nei casi di frequenti recidive è utile sottoporsi a visita urologica, l’urologo valutando sulla base dei risultati iniziali, rappresentati dall’esame delle urine con studio del sedimento ed urino coltura con eventuale antibiogramma, deciderà sull’utilità di indagini supplementari (ecografia dell’apparato urinario, radiologia contrasto grafica ecc.) per poi stabilire una strategia terapeutica.
Un particolare tipo di cistite, spesso in assenza di infezione conclamata, è la cistite interstiziale di tipo cronica e spesso debilitante, caratterizzata da dolore pelvico e perineale accompagnato spesso da urgenza e frequenza minzionale.
In particolare il dolore si localizza a livello del basso ventre, dell’uretra, in regione lombare e glutea e nell’area vaginale; talvolta il dolore è così importante da impattare negativamente sulla qualità della vita.

La causa è sconosciuta ma pare essere multifattoriale: infezioni delle vie urinarie, alterazioni dello svuotamento vescicale, alterazioni del pavimento pelvico, alterazioni uretrali.

Una teoria suggestiva è quella della ridotta capacità di barriera.
I glicosaminoglicani (ialuronati, eparansolfati,cheratansolfati, condroitinsolfati) a livello dell’urotelio costituiscono il principale meccanismo di barriera tra la parete cellulare e i soluti disciolti nelle urine, una alterazione o una discontinuità di questa barriera porterebbe all’ingresso dell’urina tra le fibre dei muscoli vescicali e alla stimolazione dei terminali nervosi portando all’urgenza minzionale ed alla dolenzia.

Sulla base di questa teoria stiamo avendo successi nella remissione dei sintomi mediante l’integrazione di acido ialuronico e condroitinsolfato somministrato tramite instillazione endovescicale.
Il trattamento è tanto più efficace quanto prima si interviene, l’importante è quindi il ripristino precoce dello strato protettivo dell’urotelio.